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“ASSENZE”: L’Essenza Cancellata. Studenti Contro la Violenza che Nega l’Essere

Il progetto "ASSENZE" del Liceo Lorenzini (PT) espone le opere che danno visibilità alle donne la cui essenza vitale è stata cancellata dalla violenza subdola.

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da Social Operator

Docente

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In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza di genere, la FONDAZIONE ONDA ETS e gli ospedali Bollino Rosa dedicano la settimana dal 21 al 27 novembre 2025 ad una serie di iniziative, tra cui il coinvolgimento degli istituti superiori del territorio. Sabato 22 novembre 2025, lungo il chiostro del padiglione storico dell’ospedale SS Cosma e Damiano è stato inaugurato l’allestimento delle opere artistiche a tema realizzate dai ragazzi dell’istituto Marchi, del Liceo Lorenzini, dell’Isituto Agrario Anzilotti e dell’Istituto Sismondi Pacinotti-Liceo Berlinghieri

Il progetto sviluppato dalle classi quarte e quinte, indirizzo Scienze Umane del Liceo Lorenzini si chiama “ASSENZE” e ha come obiettivo quello di dare visibilità a tutte quelle donne, che non sono diventate le Persone che sarebbero state se non avessero subito la violenza che ne ha cancellato per sempre l’essenza vitale.

La violenza di cui si sono occupati i ragazzi del liceo delle Scienze Umane non è quella diretta, fatta di coltellate, di calci o di pugni, o perlomeno non è solo quella. La violenza che è stata analizzata è subdola, non appare con plateale immediatezza e con lo spargimento di sangue: è la violenza che uccide nell’anima e condanna all’oblio e al “NON ESSERE”.

  • Subire l’obbligo di un abbigliamento imposto, non poter scegliere di vestire secondo la propria personalità, doversi adeguare senza possibilità di opporsi è una forma di violenza e di controllo (Classe 4ASUM)

  • Subire lo sfregio del volto, restare vittima di una sottile e macabra prova di forza in cui la bellezza è la posta in gioco e distruggerla è il trionfo di una forma di violenza tra le più malate (Classe 4BSUM)

  • Donne che pensano troppo e che hanno il coraggio di dire ciò che pensano, di opporsi alle imposizioni. Nel passato la soluzione era la chiusura in manicomio, l’oblio avvolgeva la persona, ben presto nessuno si ricordava più di lei. Isolare, negare il contatto con il mondo, rendere insicure, insinuare il tarlo del dubbio sulle proprie potenzialità. La violenza che convince di essere inadeguate, il limite oltre il quale il guinzaglio non permette di andare. (Classe 5ASUM)

  • Una donna incinta viene licenziata e perde il lavoro nel momento in cui comunica il suo stato di gravidanza. La legge lo vieta, ma tante donne hanno subito questa forma di violenza, subdola e distruttiva. Dover scegliere tra essere madre e il proprio lavoro, spesso preziosa risorsa economica per la famiglia, è una forma di violenza che nega alla persona di poter ESSERE (Classe 5BSUM)

Le opere restano visibili, nel chiostro del padiglione storico dell’Ospedale SS Cosma e Damiano di Pescia